di federica lo cascio
Mi piace fare l’amore
Sentire le ossa che si intrecciano alle mie
Mi piaci in piedi
Nuda, voltata
Girata di spalle
Mi piacciono i sentieri della tua pelle
Questi sono solo alcuni dei versi che trovai abbozzati sulle pareti della Miart Gallery dopo aver visto un Massimiliano Caiazzo in una delle sue performance più emozionali e struggenti. Sto parlando della recente mostra di due giovanissimi che insieme hanno pensato di fondere due delle arti più elevate che esistano: la pittura e la scrittura.

Ci troviamo in via Brera 3, il tempo sembra fermarsi mentre il mondo continua a correre imperterrito. Il blu delle opere di Luca MR evocano in noi quel sentimento di amore trascorso, quello che abbiamo appena passato, o che non sentiamo da tanto, quello che vorremmo sentire. Spesso questo concetto è pensato come una prerogativa femminile: il bisogno di essere amate, coccolate e di volere attenzioni dal partner. Tuttavia, i due artisti sottolineano come non sia così.
Parliamo molto di femminismo, di parità dei sessi, ma non sempre ci mettiamo davvero nello stesso piano. Quel piano in cui sia lui che lei hanno le stesse emozioni, magari vissute in maniera diversa ma provate a trecentosessanta gradi da entrambi. La fake virilità che, ancora oggi, attori e attrici, tik tokers, cantanti, calciatori e modelli ci mostrano come segno di appeal è la più grande red flag che esista. Quell’immaginario del malessere di turno è forse la cosa meno sostenibile dei nostri anni.
Nella Vita Nova, Dante scrisse di Beatrice e di quel fantomatico secondo incontro avvenuto anni dopo, sui Lungarni vicino al ponte Santa Trinità, durante una passeggiata. Lei diciassettenne, bella e leggiadra e adulta per il suo tempo – già sposata – lo riconosce, incrocia il suo sguardo e lo saluta. La prima e unica volta che si parlano manda nel panico Dante, lo getta in un trambusto di sensazioni mai provate: «Mi parve allora vedere tutti li termini de la beatitudine», annota. Se Dante aveva la possibilità di esprimere la sua vulnerabilità davanti l’amore, perché non puo’ un uomo nel 2024?
Questa mostra ci ricorda la leggerezza del Dolce Stil Novo, della figura del poeta, dell’amore platonico e incommensurabile. La performance di Massimiliano e Luca termina con le parole “ho solo bisogno d’amore”, dipinte dal pittore su un tela: il bisogno che abbiamo tutti, uomini e donne, in quanto umani, vivi e amanti.
I due ragazzi vi attendono a Napoli, giorno 21 dicembre alla Galleria Hde Martucci, per una nuova performance tra arte e poesia.
foto di luca condorelli





