di federica lo cascio

“Sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso”

Luigi Pirandello

Cari lettori, oggi 1 agosto in treno verso una Milano afosa, penso a cosa mi manca di più in questo momento: in prima base direi la mia terra, i miei affetti, gli amici di una vita, il sole, il mare. Tuttavia, in generale sento come un vuoto dentro. Ecco che forse la cosa che mi fa piangere ogni volta è lasciare quell’isola sapendo che non mi sentirò mai più come in quel posto magico. Allora cosa faccio per rimediare a questo vuoto? Compro. Faccio una veloce ricerca online, ordino e acquisto subito un costume, come se stessi andando al mare già da domani. È una dinamica complessa quella che si crea attorno allo shopping compulsivo. Se ne parlava già nel 1915 quando lo psichiatra Emil Kraepelin definisce la sindrome col nome “oniomania”, dal greco “mania di comprare ciò che è in vendita”.

Qualche giorno fa, però, un giovane attore mi chiese come fare a comprare sostenibile. Ed io pensai subito che la cosa fondamentale fosse chiedersi se qualcosa ci serve davvero. Comprare in modo compulsivo è una sindrome diagnosticata e per prevenirla bisognerebbe fare un esame di autocoscienza semplicissimo. Nel chiedersi se questo prodotto è basilare per la mia esistenza, le risposte possono essere varie poiché spesso non è davvero importante averlo nella nostra quotidianità, ma l’atto di acquistare diventa un bisogno più dal carattere emotivo che materiale come nel mio caso. A quel punto l’acquisto è essenziale per la salute mentale in quanto il fatto in sé di indossare qualcosa di nuovo diventa terapeutico. Nonostante ciò, farlo con una coscienza green sarebbe meglio dato che potrebbe provocare una vera dipendenza ed acquistare tanti prodotti di bassa qualità è il peggior modo di essere ecologici.

Ecco che arriviamo al secondo punto in risposta al nostro amico attore: per comprare in modo sostenibile possiamo fare altre due cose, in primis informarci su nuovi brand sostenibili e made in Italy e poi cercare di comprare il più possibile vintage e secondhand per rimettere in circolo cose che sarebbero andate buttate. Sappiamo benissimo che questi temi ormai sono davvero tanto blasonati tuttavia non guasta mai parlarne. Dopo un’attenta ricerca tra siti online e social ho trovato un paio di brand interessanti per lo swimwear di cui diciamo di avere tanto bisogno ogni estate.

Uno su tutti è Mimì à la mer, progetto della designer milanese Michela Occhetto che unisce l’amore per gli anni ’60 e ’70 e la contemporaneità delle linee di beachwear per creare capi senza tempo. L’obiettivo del progetto è quello di creare collezioni esclusive e di altissima qualità, pensate e prodotte in Italia, mantenendo delle limited edition per garantire l’unicità del prodotto.

Altro progetto super interessante è Alésia, brand pugliese nato nel 2017 per creare costumi, bikini e abbigliamento sportivo comodo, alla moda e allo stesso tempo sostenibile. Potremmo dire che il target di Alésia è formato da tutte quelle persone che tengono al nostro pianeta, ma inutile pensare che tutti dovremmo farlo. La fondatrice si racconta sul sito e leggendo la sua storia non posso non notare come ci sia una connessione con quella sensazione citata all’inizio. La lontananza da casa, la vita a Milano, la moda e il ritorno in Puglia riconducono alla mancanza di cui parlavamo. Ma ciò che aveva a casa era il mare e da lì parte tutto, il suo interesse per lo yoga e per il surf, da cui poi nascerà anche Alésia. Fattore fondamentale è l’eco-sostenibilità del suo prodotto, dalla realizzazione fatta a mano con il classico processo sartoriale non industrializzato al packaging completamente realizzato in cotone biologico per ridurre l’uso della plastica.

photo @andrea.esteva

Brand che non può mancare nella nostra lista è sicuramente LATTE The Label, fondato da Sonia e Giorgia dall’idea di progettare prodotti etici senza conformarsi allo stereotipo di una moda green ma sciatta creando invece capi cool e sexy in cui sentirsi a proprio agio. Le designer credono fortemente che non ci voglia un corpo perfetto (che poi qual è davvero?) per sentirsi bene con se stesse, ma il giusto intimo aiuta in questo. Il loro brand è sostenibile per: la scelta dei tessuti, parliamo di fibra di bambù, coltivata senza uso di pesticidi, morbida e fresca sulla pelle, traspirante e anti-odore; per la produzione locale a conduzione familiare situata in provincia di Bergamo; e infine per il packaging in quanto viene usato cartone riciclato per le spedizioni e bustine in cotone naturale grezzo per contenere i prodotti.

Su una fascia medio alta di prezzi troviamo LIDO, brand indipendente fondato nella laguna veneziana e nato dal desiderio di creare capi belli, pratici e soprattutto sostenibili. Prodotti nel nord Italia da artigiani della penisola, i tessuti super fast-dry assicurano che questi prodotti vivano la bellezza del loro posto natale. Piccola tips interessante che trovate sul loro sito è la swim care, ovvero come trattare i loro costumi per aumentarne effettivamente la loro vita.

Brand da citare assolutamente è FESTA FORESTA, marchio che, come riporta il sito, è “100% enthusiastic, 100% ethically made”. Laura Zura-Puntaroni, fondatrice e architetto dall’anima nomade, ha scelto infatti questo nome per immaginare una connessione tra la natura e l’entusiasmo, due caratteristiche principali del brand. Creato per tutti i corpi, senza la pretesa di sentirsi sensuali ma a proprio agio con se stessi FESTA FORESTA produce collezioni interamente naturali made in Italy, usando filati sostenibili e riciclati da rifiuti pre e post-consumo come il nylon rigenerato ECONYL®.

Tema ricorrente è l’amore per il mare anche per il brand made in Italy NOODLE che con i suoi colori diventa fonte di ispirazione. La founder e direttore creativo del brand è prima di tutto una mamma, una vegetariana per vocazione ed eco-conscious per scelta. La ragazza “noodle” è libera, ecologica e connessa con sé e con l’ambiente, ma sempre in continua evoluzione.

photo @daniele.iannini model @allegradanesee

Ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo è stata una mancanza, un vuoto, un’incessante voglia di abbondonare tutto e prendere il primo volo per casa ma ciò che mi ha fatto continuare a picchiettare sui tasti del mio notebook è stata quella domanda, quella semplice e banale domanda sugli acquisti che mi ha portato a studiare, a ricercare e a parlare di tutto ciò.

Cari lettori acquistate responsabilmente e soprattutto non un costume mentre siete su un treno diretto a Milano.

LINK UTILI

IG. // WEB

Mimì à la mer // mimialamer.com

alésia // alesiaconcept.com

LATTE THE LABEL // lattethelabel.com

LIDO // lido.com

FESTA FORESTA // festaforesta.com

NOODLE // noodle-shop.it

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